Allarme social network: solo il 22% conosce tutti i propri ‘amici’

Gli esperti avvertono: le informazioni che pubblichiamo online possono finire in mano a malintezionati, specie se non si conoscono i ‘settaggi’ della privacy.

A rischio soprattutto i minorenni, che sono il 56% degli utenti.

Disavventura per due cittadini: trovano sui giornali le loro foto prese da Facebook associate per errore a persone omonime decedute.

Richiamo del Garante ai giornalisti

Roma, 20 mag. – (Adnkronos/Ign) – La ‘gara’ ad avere più ‘amici’ su Facebook può portare anche a brutte sorprese, specie se non si sanno usare i vari ‘settaggi’ per la privacy.

Come è successo per esempio all’infermiera goriziana di 29 anni, che ha pubblicato online, nella sezione pubblica e visibile a chiunque, alcune fotografie di pazienti intubati e che per questo ora si ritrova indagata dalla Procura di Udine.

Ma l’allarme social network riguarda soprattutto i minorenni, che sono anche la maggioranza degli utenti. Dietro un nome sconosciuto che ci chiede di diventare ‘amici’ infatti, si può nascondere chiunque: da un malintenzionato al proprio genitore che vuole controllare cosa fanno i figli in rete.

Per capire quanto sia reale il pericolo, basti pensare che solo il 22% degli utenti iscritti ai social netwok conosce bene tutti i contatti presenti nella propria lista di amici, mentre solo il 61% e’ consapevole della presenza di ‘settaggi’ di privacy che consentono di gestire la visibilita’ delle foto pubblicate sui social network; una percentuale che scende al 53% se si considerano esclusivamente i minorenni, fascia piu’ a rischio.

Cifre preoccupanti, che emergono dal sondaggio lanciato sul sito www.sicurezzainrete7x24.org in occasione della 2° settimana della sicurezza in rete 2009, dedicata quest’anno a informare e sensibilizzare le persone sull’uso consapevole dei social network. Un’iniziativa nell’ambito di ‘SicuramenteWeb’, progetto di responsabilita’ sociale di Microsoft, realizzata con il patrocinio dei ministeri della Gioventu’ e dlelo Sviluppo economico e promossa dall’Unione nazionale consumatori, Abi Lab e Skuola.net, in collaborazione con la Polizia di Stato e con il supporto di Dada.

Solo il 49% dei 2.400 intervistati sa quali sono i dati che i social network possiedono, mentre il 41% crede che i social network non possono fare una publicita’ mirata in base al proprio profilo. In base ai dati raccolti, piu’ della meta’ degli iscritti ai social network (56%) ha meno di 19 anni.

Il rischio piu’ grave e’ che le informazioni che vengono immesse in rete non finiscano soltanto agli amici – avverte Domenico Vulpiani, direttore del servizio di Polizia postale e delle comunicazioni -. Un pericolo concreto e’ quello del furto di identita’ digitali che espone a rischi economici. Senza contare “i fenomeni di cyber stalking che sono stati denunciati e il rischio che i giovani siano esposti ai tentativi di incontro e di adescamento da parte dei pedofili”.

Attenzione però, sottolinea Vulpiani: “Non solo i giovani sono esposti al pericolo, ma anche i tanti 40enni che cercano di rintracciare sui social network antiche conoscenze o fidanzate. Gli adulti sono soggetti agli stessi pericoli che minacciano i giovani“.

Ma Facebook può portare anche ad altre spiecevoli sosprese, come è capitato per esempio a due cittadini che leggendo il giornale hanno trovato pubblicata la propria immagine online erroneamente associata a persone omonime decedute. In un caso si trattava di un incidente stradale, nell’altro di una vittima del terremoto avvenuto in Abruzzo. Vicende che capitano sempre più spesso e che hanno già provocato un richiamo del Garante ai giornalisti che utilizzano notizie, fotografie e dati personali tratti dai social network.

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